Percorsi Trekking

ANDAR PER MONTI PISANI

L’escursionismo, spesso viene indicato anche come trekking o hiking, entrambe i termini hanno il significato di “camminare lentamente” un’attività ludico motoria nonché turistica basata sul camminare nel territorio, di solito in ambiente montuoso o collinare.
La soddisfazione di un’escursione non si misura (di solito) con le ore di cammino, la distanza o la quota raggiunta. Ognuno deve seguire, senza forzature, le proprie inclinazioni ed esigenze, cercando le proprie soddisfazioni, uniche ed irripetibili.
Ascoltare il rumore del vento sul fogliame di un bosco, camminare in un bosco silenzioso, dormire all’aperto in una notte d’estate, fare incontri inaspettati come tassi, volpi, falchi, cervi, ecc., trovarsi sulla cresta di una montagna e contemplare un panorama mozzafiato, avere il contatto con la fatica a volte tremenda quanto appagante.
I Monti Pisani grazie al loro antico legame con l’uomo ed a una tutto sommato limitata superficie, sono attraversati da sentieri, mulattiere, carrareccie, strade forestali sterrate per il servizio antincendio, senza tenere conto di stradine private e non (da percorrere a piedi e con il massimo rispetto della proprietà e/o loro istruzioni) ormai in disuso e sentieri più o meno abbandonati.escursionista
Grazie a questa rete di percorsi e alle miti condizioni climatiche della zona è possibile percorrerli in lungo e in largo più o meno durante tutto l’anno. Così da poter esplorare e conoscerne l’ambiente, ammirare le bellezze naturali e i panorami che essi possono offrire.
Fondamentale è scegliere i percorsi sulla base delle proprie capacità fisiche e tenere ben presente una premessa fondamentale: non è una prestazione sportiva!
Inoltre, andare per monti non è esente da rischi, a volte lievi, altre volte seri, non sempre in dipendenza del solo percorso scelto. Una mulattiera dei nostri monti è ovviamente qualcosa di molto diverso da un esile sentiero a tremila metri di quota. In ogni caso, mai sottovalutare i rischi, anche una semplice radice non veduta su un semplice sentiero può divenire fonte di problemi, occorre sempre muoversi con criterio, prudenza e buon senso, rispettando regole e precauzioni spesso semplici e intuitive.
Il turista che percorre i sentieri dei Ns. monti, troverà dei segni colorati, che sono stati realizzati dalle Sezione di Pisa del Club Alpino Italiano in collaborazione con l’Amministrazione provinciale di Pisa e i dei sei Comuni interessati.
La segnaletica consiste nei consueti segni bianco/rossi su superfici possibilmente durature (massi, alberi), ognuno con propria numerazione, secondo le norme adottate dal CAI in accordo con la Regione Toscana, rifacendosi a quelli utilizzati su tutto il territorio nazionale. Sono inoltre presenti, lungo i percorsi e nei centri abitati da dove questi si diramano, cartelli orientativi e informativi. La rete della segnaletica si appoggia ad un percorso assiale o -0-0-, che è gestito dal CAI di Pisa, mentre gli altri percorsi sono gestiti dai singoli Comuni.

La manutenzione e la segnalazione di questi percorsi sono garantite nel tempo dagli Enti sopra menzionati, mentre per quanto riguarda tutti gli altri sentieri non è invece sempre possibile garantirne lo stato di percorribilità.
Ad esempio molte storiche mulattiere, un tempo di uso molto frequente, sono oggi introvabili, sentieri stretti e anche alcune carrarecce se non frequentati e ripuliti, nel giro di poco tempo si infrascano completamente con rovi o ginestre, sparendo magicamente dal conosciuto.

Un ringraziamento va a chi, persone fisiche e associazioni che avendo a cuore i nostri monti, pur non essendo a loro richiesto, si prodigano con attrezzi propri e materiali di consumo acquistati di tasca propria, con tanta fatica e passione per mantenere tratti di sentieri aperti.

Di seguito si propongono delle escursioni semplici, delle “classiche”. In alcune delle quali non riscontreremo difficoltà particolari essendo poco più di una passeggiata, mentre altre raggiungono un livello d’impegno e di preparazione moderatamente più elevato, rimanendo comunque sempre alla portata di molti e non richiederanno particolari doti di orientamento o preparazione in quanto il tracciato non prevede estreme difficoltà di comprensione.

Passo di Dante

Mirteto attraverso la valle delle fonti

Salita al Castellare di San Giuliano Terme

L’eremo della Spelonca

Salita al Faeta

Verruca da Montemagno

Moriglion di Penna da Santa Maria del Giudice

Spuntone di Santallago

Santallago (il prato)


Gia da qualche anno è utilizzabile un sistema di mappe sentieristiche online a disposizione di tutti.
La consultazione e l’utilizzo sono liberi.

logo mappadeimontipisani

mappa dei montipisani

E’ poi possibile scaricare la mappa georeferenziata dei monti sul proprio smartphone, cosi da averne la piena fruibilità anche in loco solo con la connesione gps.
Molto utile e versatile in quanto ci dà la posizione precisa di dove siamo nel momento della consultazione, facendoci quindi vedere dove siamo rispetto a percorsi sentieri e paesi.
Segui le istruzioni

I Monti Pisani anche se ambiente sempre montano e spesso impervio, difficilmente contempleranno difficoltà estreme o particolarmente tecniche o pericolose, si troveranno quasi sempre sentieri e percorsi che rientrano nella classificazione “Escursionistica”
Per meglio comprendere se un itinerario è a noi adatto è stata definita a livello nazionale una classificazione dei vari livelli di difficoltà dell’escursione per dar modo di capire rapidamente al lettore se un percorso possa fare al caso suo e a che diverse tipologie di difficoltà potrebbe andare incontro durante tale attività. Queste difficoltà si possono riassumere nella lunghezza del percorso, al dislivello incontrato, nei necessari tempi di percorrenza del tragitto, non ultimo dalle sue caratteristiche morfologiche.
Tali livelli vengono classificati con delle lettere:
T = turistica
Itinerari su stradine, mulattiere o comodi sentieri, con percorsi ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e preparazione fisica alla camminata.
E = escursionistica
Itinerari che si svolgono quasi sempre su sentieri oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Possono anche svilupparsi su terreni aperti senza sentieri, ma non problematici per la presenza di adeguate segnalazioni. Richiedono un discreto senso di orientamento, come pure una buona esperienza e conoscenza del territorio montano, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.
Nel caso in cui siano presenti caratteristiche che rendano l’itinerario sconsigliabile ai principianti oppure difficoltà concentrate in un singolo tratto si utilizza la sigla E+.
Possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua ove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericolo.
Gli itinerari possono svolgersi su pendii ripidi. I tratti esposti sono in genere protetti (barriere) o assicurati (cavi).
I passaggi su roccia, non esposti, sono superabili senza l’uso di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, cordini, ecc.).
EE = per escursionisti esperti
Itinerari generalmente segnalati che implicano una capacità di muoversi su terreni particolari. Sentieri o tracce su terreno impervio e infido (pendii ripidi e/o scivolosi di erba, o misti di rocce ed erba, o di roccia e detriti). Terreno vario, a quote relativamente elevate (pietraie, brevi nevai non ripidi, pendii aperti senza punti di riferimento, ecc.).
Tratti rocciosi, con lievi difficoltà tecniche (percorsi attrezzati, vie ferrate fra quelle di minor impegno).
Necessitano: esperienza di montagna in generale e buona conoscenza dell’ambiente montano; passo sicuro e assenza di vertigini; equipaggiamento, attrezzatura e preparazione fisica adeguati.
EEA = per escursionisti esperti con attrezzatura
Itinerari escursionistici che presentano particolari difficoltà e per i quali è pertanto richiesto l’utilizzo di dispositivi di autoassicurazione diversi a seconda dei tipi di terreno da attraversare: imbragatura, kit da ferrata, cordini, moschettoni.
EAI = per escursionisti con attrezzatura adatta ad ambienti innevati
Itinerari in ambiente innevato che richiedono l’utilizzo di racchette da neve (= ciaspole), con percorsi evidenti e riconoscibili, con facili vie di accesso, di fondo valle o in zone boschive non impervie o su crinali aperti e poco esposti, con dislivelli e difficoltà generalmente contenuti che garantiscono sicurezza di percorribilità.
Sono necessari equipaggiamento ed abbigliamento consoni alla stagione invernale.

NORME DI COMPORTAMENTO NELLE ESCURSIONI

NELLA NATURA SI E’ OSPITI !!! E’ quindi necessario comportarsi come tali e lasciare l’ambiente come era prima e come vorreste ritrovarlo. Rispettare la flora e la fauna, cercando di non lasciare tracce del nostro passaggio, soprattutto rifiuti di qualunque genere.
Anche se può apparire superfluo, ricordiamo la necessità di tenere un comportamento corretto e rispettoso verso tutto l’ambiente circostante in cui si svolgono le uscite e nei confronti degli altri.
La natura, la montagna, i rifugi, non sono adatti agli schiamazzi, né gli animali sono avvezzi alla confusione e l’irruenza che a volte ci caratterizza. Volendo cogliere a pieno lo spirito della montagna, il nostro personale consiglio è di comprendere e rispettare i suoi ritmi e i suoi suoni.
Abbiate rispetto anche nei confronti di chi in montagna vive e lavora, come contadini e pastori, e degli altri escursionisti: non mettete mai in pericolo che vi segue o vi precede, se qualcuno vi “rallenta” in una strada stretta non spingetelo per superarlo, piuttosto chiedete che vi lasci strada o ancora meglio attendete e tirate il fiato; in montagna più che altrove la fretta è cattiva consigliera. Siate poi particolarmente attenti a non far rotolare pietre verso il basso nelle discese sassose o nei costoni, in quanto potrebbero colpire qualche persona, o potenzialmente creare danni non ipotizzabili.

Non abbandoniamo i rifiuti
La necessità di tenere puliti gli ambienti naturali deve indurre tutti a evitare la dispersione dei rifiuti in prati, boschi, ghiaioni, sentieri, ecc.; Abbiate l’accortezza di riportare i rifiuti non organici con voi a valle, senza abbandonarli sui monti. Ognuno dia il proprio contributo riportando a valle ciò che danneggerebbe l’ambiente. Quel che abbiamo portato pieno lo possiamo certamente riportare vuoto.

Assolutamente non accendiamo fuochi nei boschi, non ne abbiamo esigenza!!
Il fuoco può scappare da sotto la nostra attenzione in un batter d’occhio, spesso nemmeno ce ne accorgiamo, basta un filo di vento per farlo divampare e propagarlo; in pochi minuti, l’incendio assume proporzioni incontrollabili, distruggendo alberi e mettendo in pericolo la vita di chi abita vicino e di chi va a spegnerlo. Attenzione alle sigarette: ricordiamoci che un mozzicone mal spento è spesso un innesco per gli incendi. Chiamata per incendio nei boschi 1515 (gratuito).
Se pensate ad accendere un fuoco pensate se ne valga veramente la pena, la risposta spesso è No!
Non esiste qui da noi, sui nostri monti, in un uscita di un giorno, motivazione così importante da permetterci un possibile rischio di bruciare così tanto capitale ambiental-naturalistico (facilmente convertibile anche in economico!!)

Non danneggiamo gli alberi e i fiori
Incidere i tronchi, strappare piante, rami, foglie e fiori non è solo inutile ed insensato, ma dannoso per l’ambiente. Aiutiamo la natura a riconquistarsi lo spazio che le è stato incautamente sottratto: non facciamo ulteriore pressione sulla natura già fin troppo provata e non ostacoliamo ì processi di ricostituzione del manto vegetale e di riqualificazione dell’ambiente naturale.

Rispettiamo gli animali
Tutti gli animali hanno un loro ruolo preciso nell’equilibrio della natura; non alteriamo quindi l’ambiente naturale in cui gli animali vivono, non facciamo loro del male, non disturbiamo la loro vita, teniamo sempre sotto controllo il nostro cane. Non preleviamo nidi o uova dai nidi, non tocchiamo i cuccioli: alcuni animali, se sentono l’odore dell’uomo, non sono più capaci di riconoscere i loro piccoli e li abbandonano. Se riusciamo ad avvistare animali selvatici, non schiamazziamo e non inseguiamoli, ma osserviamo con discrezione.

Seguiamo sempre i sentieri
Se non vogliamo che un’occasione di svago e di distensione si trasformi in una brutta avventura, non allontaniamoci dai sentieri. I sentieri segnati sono generalmente il percorso più agevole; fuori dai sentieri è più facile perdersi, andare incontro a pericoli, scivolare e farsi male.

Non transitiamo con mezzi motorizzati fuori dalle strade carrozzabili
Auto e moto servono per avvicinarsi al parco di turno o alle aree verdi, non per “entrare” nel cuore della natura. Corse, gimkane, esibizioni fuoristrada con mezzi motorizzati su prati e boschi, motocross su sentieri di montagna costituiscono un vero attentato alla natura, compromettono la coltre erbosa, inquinano l’aria, fanno fuggire gli animali, provocano dissesti sul terreno.

COME ANDARE IN MONTAGNA

Alimentazione – Prima della partenza per un’escursione è sempre bene fare una colazione leggera (leggera o media dipende anche dallo sforzo che andremo a sostenere a breve, un’escursione con sforzo di tipo non massimale anche se prolungata ci consentirà una colazione più “pesante”, un’escursione caratterizzata da sforzo più tosto per il nostro fisico richiederà invece una colazione più leggera, sempre comunque meglio se bilanciata, privilegiando i carboidrati, che si trasformeranno quasi immediatamente in energia, senza dimenticare però, in parte minore, gli alimenti che forniscono energia a medio-lungo termine, proteine e grassi.
Alla prima sosta è utile bere un po’ di the leggero e zuccherato, mangiare un po’ di cioccolata o frutta secca. Sempre portare con se alimenti energetici utili in più frangenti, fame improvvisa, situazioni d’emergenza, allungamento dei tempi di percorrenza, che possono essere cioccolata, frutta secca oppure le utilissime e versatili barrette energetiche, leggere (in tutti i sensi) ma complete.
Come vestirsi – Gli indumenti devono essere caldi, leggeri e comodi per non intralciare i movimenti, devono consentire la traspirazione e quelli intimi l’assorbimento del sudore. Meglio più capi leggeri che uno pesante! Bisogna regolarsi in modo da non raffreddarsi senza però arrivare al punto di surriscaldarsi, insomma la solita raccomandazione di vestirsi “a cipolla”, a strati, in modo da controllare meglio, gradatamente l’isolamento termico.
Hanno molta importanza i fattori stagionali e ambientali, non sempre prevedibili… molto utile perciò è avere un cambio idoneo di abiti da tenere nello zaino, o in auto.
Calzature – vanno bene scarponi, pedule (impermeabili!) purché non abbiano la suola liscia e quindi scivolosa, ottime le suole a carrarmato. Ovviamente il tipo di scarpone andrà scelto in base al tipo di ambiente (alta montagna o collina) e di percorso (sentiero collinare o sentiero roccioso instabile di alta montagna) nonché al tempo atmosferico a cui andremo incontro. Le scarpe da ginnastica sono sconsigliabili (possono servire come ricambio e da riposo) perché non proteggono la caviglia. Se si incontra del bagnato o della neve sono un disastro!
Calzettoni: sono consigliabili quelli in misto lana, pesanti, magari da indossare sopra a dei calzini leggeri di cotone; ottimi quelli tecnici oggigiorno disponibili in diversi negozi di sport, poco raccomandabili quelli in fibra sintetica in quanto irritano il piede.
Lo zaino – Questo indispensabile basilare componente dell’equipaggiamento non è sostituibile.
Chi non possiede un vero e proprio sacco da montagna, nelle escursioni di un giorno, può utilizzare gli zainetti usati per andare a scuola.
Per escursioni di più giorni, o che prevedono bivacchi in tenda, occorre uno zaino adatto e sufficientemente capace che tenga conto delle caratteristiche fisiche di chi lo utilizzerà.
A seconda dell’escursione in programma, lunghezza, tempo impiegato, tipo di percorrenza (trekking o trail) è possibile oggi optare per i cosiddetti “camel bag”, piccoli zaini ben fermi sulla schiena, dove poter mettere lo stretto indispensabile per una rapida e definita nel tempo escursione.
Nello zaino non deve mai mancare: giacca anti vento; mantella o altra soluzione impermeabile; guanti e berretto di lana o pile; maglione o pile; borraccia; alimenti sufficienti al fabbisogno previsto; coltellino; bussola; carta geografica (non si scarica come può succedere ad un dispositivo elettronico!); descrizione del percorso; un set minimo di pronto soccorso; fischietto.
Quanto elencato può considerarsi l’equipaggiamento base, che sarà integrato dagli elementi specifici necessari a intraprendere le varie attività. Per compiere un’escursione di una giornata in bassa quota è più che sufficiente l’equipaggiamento base, ed è opportuno non appesantire lo zaino con materiale superfluo o in quantità eccessiva.
Dovendo affrontare un’uscita di due o più giorni, con pernottamenti, sarà necessario procurarsi tutto quanto dovuto, tale materiale ovvio sarà definito in base a diversi fattori da valutare attentamente per ogni occasione d’uscita, ovvero dove, quando, come.
Essendo, l’uscita di più giorni, una occasione di solito più rara e vista la relativa maggiore complessità, sarà cura del personale organizzante l’uscita informare sul materiale di cui premunirsi.

Orientarsi – E’ opportuno preparare con cura il percorso, badando ai tempi di percorrenza, ai chilometri e al dislivello. Ricordatevi inoltre, magari con l’ausilio di un block-note, i nomi delle località, i numeri dei sentieri e le svolte più importanti, soprattutto se non avete con voi una mappa. In linea generale consigliamo poi di non improvvisare dei tratti al di fuori dei sentieri CAI, o comunque quelli segnalati e ben battuti; ovviamente se siete escursionisti esperti, molto abili nell’orientamento, potrete permettervi più libertà ma considerate che i sentieri sono studiati e mantenuti con cura proprio per ottimizzare il percorso. In ogni caso, sarà bene avere qualche nozione di orientamento; come utilizzare una bussola ad esempio o in mancanza sapere “leggere” il sole per capire almeno più o meno dove si trovano i punti cardinali, come leggere una mappa, e soprattutto informarsi sulla conformazione e l’ubicazione dell’area dove si svolge l’escursione per individuare i punti di riferimento. In mancanza di capacità orientative proprie assolutamente non improvvisatevi esploratori, ma affidatevi a chi intorno a voi riesce meglio in questo compito.

METEO E PERICOLI DELLA MONTAGNA

E’ importantissimo considerare le previsioni meteorologiche quando si programma un’escursione; le montagne non scappano, se possibile meglio visitarle col sole. In montagna, anche sui nostri monti che non arrivano a grandi altezze bisogna aspettarsi mutamenti climatici veloci, a meno che di essere in piena stagione asciutta quando il tempo concede una maggiore stabilità, rimane comunque valido il consiglio di portarsi sempre dietro anche minime soluzioni per coprirsi e/o ripararsi. Pensiamo sempre a che potrebbe accadere qualcosa (speriamo di no!!) che ci trattenga fuori più del tempo previsto, quindi speriamo per il meglio ma essere pronti a tutto.
In caso di tempo avverso sarebbe meglio non avventurarsi sui monti, non partire neanche ed aspettare un tempo migliore, ricordate che il bosco può essere un luogo pericoloso.
Nel caso ci sorprenda un temporale particolarmente forte, con fulmini; previa valutazione, meglio fermarsi nel rifugio più vicino, evitare anche costoni e punti esposti, pareti verticali, rocce ferrose.
In inverno con paesaggio innevato, l’umidità e le basse temperature possono essere molto ostili e traditrici, dobbiamo essere attrezzati e preparati adeguatamente.
Infine, calcolate bene i tempi per evitare di ritrovarvi a camminare nel buio: è una situazione che nel bosco, in qualunque stagione, se non ricercata e se non vi siamo preparati, può rivelarsi molto spiacevole.
Difesa dai fulmini (da CAI-SVI “La previsione locale del tempo”)
In prossimità del fulmine la temperatura può arrivare attorno ai 10.000- 15.000 °C. Bisogna quindi prestare la massima attenzione all’attività elettrica specie in montagna ove i fulmini sono più frequenti. Riportiamo alcune importanti regole:
• evitare dì ripararsi sotto alberi isolati standone lontani almeno 200-300 m;
• non tenere con sé, in caso di temporale, oggetti metallici specie se acuminati;
• stare debitamente lontani (almeno 50 cm) da conduttori metallici anche in caso che il fulmine cada a 500 m di distanza;
• non ammassarsi in gruppo poiché la colonna di aria calda generata, agisce da conduttore per il fulmine;
• in caso dì temporale ripararsi sotto un anfratto o una grotta, meglio in valle che sulla cresta;
• se non ci sono ripari sicuri è preferibile prendere più acqua possibile perché i vestiti bagnati sono buoni conduttori rispetto al corpo umano e favoriscono la dissipazione della scarica;
• si sarà più sicuri dentro una automobile o dentro un rifugio a rivestimento metallico.

Ricordiamo infine che il CAI ed altre associazioni simili tengono numerosi corsi, in ogni sezione di ogni città sul territorio nazionale varie località, per approfondire questi ed altri argomenti.

BASI DI PRIMO SOCCORSO NELL’ESCURSIONISMO

Un argomento molto sottovalutato dagli escursionisti occasionali è la sicurezza in montagna. Con questo articolo vogliamo fornire una breve preparazione da tenere assolutamente a mente per passeggiare in tutta sicurezza. Anche perché a giudicare dai numeri l’impreparazione dà molto da lavorare ai cari ragazzi del soccorso, mettendo a rischio la nostra stessa vita e quella degli altri.
Detto ciò, iniziamo ad elencare alcune regole base del soccorso.
Non c’è migliore prevenzione che conoscere le proprie capacità e adattarle al percorso senza sfidarle ingenuamente. Il nostro consiglio è di allenarsi adeguatamente agli sforzi che si intende sostenere e curare le proprie condizioni di salute. Fate attenzione al sovraffaticamento. Bevete molto e portatevi sempre dietro qualcosa da mangiare, preferibilmente zuccheri a rapido assorbimento. In casi di difficoltà o di emergenza è opportuno non perdere la calma e rifarsi ai consigli degli enti di soccorso locale. E’ preferibile muoversi in compagnia e lasciare sempre detto a qualcuno in che zona ci troviamo. Portate sempre con voi il cellulare ma non fatevi troppo affidamento, a volte in monte non c’è segnale.

Prima di tutto, come già spiegato nell’articolo sull’attrezzatura, sarebbe buona norma avere con se un mini kit di primo soccorso, simile a quelli che si tengono in auto. Piccoli, leggeri, e molto utili.
Sarebbe opportuno che tutte le persone che praticano sport in natura e in luoghi isolati, abbiano praticato un corso di primo soccorso. Questi vengono organizzati dalle province e dai comuni, basta informarsi ed iscriversi. A volte sono gratuiti, a volte a pagamento, certamente non sono mai una perdita di tempo.
Buona norma è lasciar detto a qualcuno che rimane a casa l’itinerario che andremo a fare, senza essere parchi nei dettagli. Nel caso di escursioni particolarmente lunghe o impegnative in solitaria, si può lasciar scritto sul cruscotto della macchina il sentiero preso, la lunghezza dell’itinerario e il tempo di percorrenza previsto (specificando data e ora di partenza).
Sarebbe sempre meglio non essere da soli.

I consigli nel caso dovessimo soccorrere qualcuno.
Nel caso sia necessario intervenire senza presidi (respirazione artificiale bocca a bocca con sangue, manipolazione di ferite aperte..) la prima cosa a cui pensare è TUTELARE LA NOSTRA SALUTE.
E’ assolutamente fondamentale prima di tutto allertare le autorità. Se iniziassi il soccorso senza chiamare il 118 siamo imputabili di OMISSIONE DI SOCCORSO.
COME SI EFFETTUA LA CHIAMATA AL 118?
Sembrerà una cosa banale, ma in realtà effettuare una corretta chiamata al 118 è tutt’altro che automatico. Prima di tutto è fondamentale mantenere il controllo della situazione, non farsi prendere dal panico. La chiamata deve effettuarsi in quest’ordine, dopo che l’operatore risponde:
1 – DOVE E’ SUCCESSO, indicare per prima cosa il luogo è importantissimo. Se il telefono dovesse scaricarsi durante la chiamata almeno i soccorsi saprebbero dove intervenire in ogni caso.
2 – COSA E’ SUCCESSO, cosciente/incosciente, maschio/femmina, età, tipo di lesioni..ecc..ecc..(attenzione: è meglio un “non so” che un informazione sbagliata)
3 – QUANDO E’ SUCCESSO, 10 minuti o 4 ore sono molto diversi
4 – QUANTI SONO GLI INFORTUNATI
5 – CHI HA FATTO LA CHIAMATA
Gli operatori del centralino certamente sapranno farvi le domande giuste nel giusto ordine. Ma a saperlo già prima è meglio. Avere le idee chiare su cosa e come fare le cose in questi momenti previene il panico e aiuta a mantenere la calma.

In montagna gli infortuni più comuni sono:
• LA STORTA, distorsione della caviglia, applicare subito del ghiaccio (mai sulla pelle viva, ma sempre anteporre un panno), immobilizzare la parte e con un appoggio tornare piano piano verso la macchina.
• LE FERITE da taglio, da punta, escoriazioni ed abrasioni, lacero-contuse. In ogni caso disinfettare ed effettuare un bendaggio compressivo laddove ci sia una forte fuoriuscita di sangue (con dei panni, fazzoletti, garze se abbiamo il kit, effettuare una pressione costante alla parte interessata. Ogni tot allentare la pressione e verificare se il sangue rallenta o si ferma. Se il sanguinamento continua continuare la pressione). Il laccio emostatico è assolutamente pericoloso, utilizzare solo come ultima risorsa.
• FRATTURE, se non sono interessati gli arti inferiori e si può camminare, recarsi prima possibile al pronto soccorso, che comunque rimane la cosa migliore da farsi in qualunque caso, altrimenti immobilizzare la parte con pezzi di legno, giornali, abiti arrotolati e fissare con bende o stracci. Se non ho nulla per tenere la parte immobile, possibilmente non muovere la persona in nessun caso a meno che non si sappia come fare e chiamare immediatamente i soccorsi.
• FRATTURE IN SEGUITO ALLA CADUTA DA UN DIRUPO PIU’ O MENO ALTO se non è possibile raggiungere la persona chiamare immediatamente i soccorsi, altrimenti non muovere la persona in nessun caso (possibilità di lesioni spinali) a meno che non sia in serio pericolo di vita per cui è necessaria una rianimazione che comunque dobbiamo essere in grado di fare.
• LUSSAZIONI, solo il medico ortopedico può rimetterla a posto, rischio di danni permanenti.
• SHOCK ANAFILATTICO, necessari antistaminici+cortisonici+adrenalina, sarebbe bene che una persona allergica abbia già con se il kit contro lo shock e che abbia spiegato a chi è con lei come usarlo.
• MORSI DI ANIMALI (SERPENTE) cercare il punto di morsicatura, sistemare l’infortunato in posizione comoda e non farlo muovere (più si muove, più il sangue circola e porta il veleno in giro velocemente), arrestare la messa in circolo del veleno comprimendo a monte dell’area interessata (no laccio emostatico, pericoloso).
• COLPO DI CALORE portare soggetto all’ombra e al fresco, sistemarlo con il busto semi sollevato (per respirare meglio), slacciare eventuali abiti stretti, chiamare i soccorsi, raffreddare il corpo partendo da gambe e braccia ventilarlo.
• COLPO DI SOLE a differenza dell’altro colpisce solo la testa e valgono gli accorgimenti del colpo di calore, solo che in questo caso si cerca di raffreddare la testa con fazzoletti bagnati. Se perde conoscenza sistemarlo in posizione laterale.
Montipisani.com pur garantendo la correttezza delle informazioni mediche ivi contenute non si prende alcuna responsabilità relativamente alla messa in pratica delle stesse e al loro esito. La buona condotta in caso di pericolo che è da attenersi alle singole persone, al buon senso ed alle effettive conoscenze personali. Queste sono solo informazioni circostanziate su possibili problemi che possono accadere, volendo fornire solo un primo indirizzo d’aiuto, e non sostituiscono in nessun modo corsi ufficiali organizzati dalle strutture specializzate.

Chi vuole approfondire l’argomento escursioni o cerca semplicemente un’associazione a cui rivolgersi per fare delle uscite di uno più giorni, corsi per principianti o di approfondimento, può contattare questi enti/associazioni presenti e attive sul nostro territorio

Club Alpino ItalianoSezione di Pisa www.caipisa.it info@caipisa.it
Sito del CAI, italia e sezione Pisana, che dire ..l’istituzione dei monti in Italia

Associazione Piedi in cammino
Un associazione che negli ultimi anni si è affermata in zona curandosi di organizzare uscite conoscitive del monte Pisano

Associazione Arcadia
Ultimamente si è presa carico di far rivivere il centro visite del monte Castellare

Le vie del brigante
Un sito molto interessante che parla del monte con anche articoli su come rapportarsi all’attività ludico motoria in natura

Verruca da Montemagno

Una escursione "storica" sia per l'importanza data dalla meta, sia per la classicità del percorso che richiama da sempre turisti ed escursionisti. Attraverso il paese di Montemagno e poi lungo le pendici del monte Lombardona prima e del monte Grande poi, con notevoli scorci panoramici che l'escursione offre durante...

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Trekking

ANDAR PER MONTI PISANI L’escursionismo, spesso viene indicato anche come trekking o hiking, entrambe i termini hanno il significato di “camminare lentamente” un’attività ludico motoria nonché turistica basata sul camminare nel territorio, di solito in ambiente montuoso o collinare. La soddisfazione di un’escursione non si misura (di solito) con le ore...

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Spuntone di Santallago

Un'escursione breve e facile, ma di sicura suggestione con il panorama di cui si gode in vetta allo spuntone. Da qualunque strada asfaltata veniamo (S. Andrea di Compito, Buti, Calci), andando in direzione della tenuta di Santallago, poche decine di metri prima dell'inizio della strada sterrata, ultimo tratto di strada...

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Santallago

Nella zona più alta dei Monti Pisani, sul versante lucchese, appena sotto la vetta del monte Spuntone, adesso "di Santallago", alla quota di 750 slm, si trova la riserva di Santallago, una conca naturale, un altopiano, in cui si trova un prato molto esteso, contornato da castagni ed abeti...

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Salita al Faeta

Fine di questa escursione è la salita al Faeta (830mt) abbastanza "diretta" per fare ciò dalla parte pisana si utilizza il percorso per raggiungere il Mirteto per cui reinserisco la medesima descrizione del percorso. Innanzi tutto arrivati ad Asciano saliamo con il nostro mezzo fino alla chiesa, quindi svoltiamo sulla...

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Salita al Castellare di San Giuliano Terme

Fra le più storiche e caratteristiche escursioni sui nostri monti vi è la salita ai ruderi della villa Bosniaski, villa belvedere o "casa del polacco", posta su una parte pianeggiante protesa a sud ovest del monte castellare stesso, da qui oltre alla spettacolare vista su tutta la piana Pisana...

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Passo di dante

Insieme al passo Croce costituiva un'antica via di collegamento fra S. Maria del Giudice nel territorio Lucchese e S. Giuliano Terme nel territorio Pisano. Il suo appellativo è dovuto al fatto che è menzionato da Dante nel 33° canto della Divina Commedia vv 28-30 "Questi pareva a me maestro e...

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Moriglion di penna da S. Maria del Giudice

  Questa escursione parte dal parcheggio del cimitero di Santa Maria del Giudice, seguendo la strada asfaltata principale, salendo, appena passato il cimitero prendiamo sulla destra una strada più piccola sempre asfaltata, appena imboccata iniziamo subito a vedere i classici segni bianchi e rossi CAI indicanti il sentiero 116, dopo...

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Mirteto attraverso la Valle delle Fonti

Una delle “classiche” uscite sui monti Pisani, molto istruttiva su quello che era una volta il rapporto dell'uomo con il monte (Mirteto) e dell'utilizzo delle risorse del monte per la vita comune dell'uomo in pianura (risorse idriche della valle delle fonti). Innanzi tutto arrivati ad Asciano saliamo con il nostro...

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La via delle Acque

La via degli acquedotti. E’ così chiamato l’odierno itinerario che segue l’intero sviluppo dei due acquedotti i quali partendo dal monte Pisano ancor oggi portano le sue acque l’uno a Pisa e l’altro a Lucca, essi sono indipendenti fra loro ma vengono accomunati per la medesima funzione, per la...

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