Buti

stemma di ButiAlle pendici orientali dei Monti Pisani, tra boschi di pini e castagni, sorge Buti, un piccolo comune di origini molto antiche.

Fù, più volte totalmente bruciato e distrutto, per poi essere ricostruito, durante le querre fra Lucca, Pisa e Firenze. Adesso dei “Castelli” che nei dintorni del 1000 circondavano e difendevano Buti: Castello di Panicale, Castello di Farneta, Castello di S. Stefano in Cintoia, Castel di Nocco, Castel Tonini, Castel S. Giorgio, Castello di S. Agata, alcuni sono scomparsi, altri ridotti in ruderi e solo Castel Tonini è rimasto quello che era. Con la sua porta di accesso e nell’agglomerato adiacente definito il tutto “castello” ha altri palazzi del XVI e XVII secolo. Fra questi quello di maggior pregio, costruito nel 1550 dai Medici, è il palazzo dei Tonini, chiamato Villa medicea e ricco di sale dipinte Dal Giarrè. Nel XIII secolo, sotto il dominio Pisano, a Buti vi si potevano contare ben 11 chiese, di queste sono da segnalare: la Pieve di San Giovanni Battista, nel centro del paese, di antiche origini, ristrutturata ed ampliata all’inizio del ‘900, la chiesa romanica di San francesco, nell’omonima piazza in paese, e la chiesa dell’Ascensione, chiamata anche Santa Maria delle Nevi.

Quest’ultima si può raggiungere salendo lungo la strada che porta sul monte Serra, nella prima parte, lungo il Rio, venne chiamata “via dei molini”, cosi definita grazie ai molteplici mulini ad acqua che vi si trovavano, il tempo e le querre hanno serbato per loro, la stessa fine dei castelli, lasciandone intatti solo qualcuno.

Datata all’incirca al XIII secolo, di origini romaniche, la chiesa dell’Ascensione, è posta nell’ex castello di Panicale, con una particolare iconografia e come tutti i “Castelli” era inserito in uno stretto abitato adiacente.
Attualmente Buti è un comune di 5-6000 abitanti, è composto da due diversi centri abitati: Buti e Cascine, in comunicazione tra loro attraverso una strada costeggiante il Rio Magno. Partendo da cascine e venendo sù, sulla destra potremmo scorgere l’Abbazia di Cintoia, monastero al massimo splendore nel XII secolo, con i frati Camaldolesi.
il Rio, con a sinistra i resti di un'Antico Mulino In paese con una antica tradizione di poesia come i maggi, e storie di poeti, un altro luogo da visitare e da ammirare è il teatro dedicato a Francesco di Bartolo (XIV sec.) costruito nel 1842.
In paese la popolazione fornisce un esempio di associativismo tenendo in castel Tonini a Butivita diversi Circoli, Feste Sagre e Manifestazioni locali (sagra del ranocchio, il Palio delle Contrade, la Sagra della Castagna) e venendo da una tradizione come la rappresentazione del maggio, cioè l’arte di comporre in rima, ne deriva che i “butesi” propendono per questa arte, infatti a Buti si svolge una importante stagione teatrale.
Buti, oltre ad essere un paese ricco di feste e manifestazioni di vario genere, è soprattutto famoso e conosciuto per una sua risorsa grazie alla quale è nato, si è mantenuto ed arricchito nei secoli; l’olio di oliva, famoso per la fragranza, il sapore e la genuinità di questo prodotto unico. Per questo anche Buti è sulla strada dell’olio.
Buti è oggi un interessante paese, rilassante e piacevole da visitare e frequentare, con la sua storia e la sua natura con bellissimi boschi, fra cui fare delle piacevoli passeggiate o gite in bicicletta, per i sentieri segnati, oppure lungo 25 chilometri di piste ciclabili relizzate dal Comune.

 

Per maggiori informazioni e notizie sul luogo visitate: www.comune.buti.pi.it oppure wikipedia.org/wiki/Buti