Area Naturale Protetta di Interesse Locale “Del Lato”

Si sviluppa completamente nel territorio comunale di Calci estendendosi per circa 357,00 ettari, i suoi limiti esterni confinano a sud-ovest esattamente con l’ANPIL “Valle delle Fonti” continuando per tutto l’arco montano sovrastante Calci avendo come confine nord il confine provinciale fino al monte Serra,

da qui seguendo il confine comunale con Buti fino a Prato ceragiola per discendere verso Castelmaggiore ed è quasi totalmente boscata, tranne piccoli appezzamenti destinati ad oliveti, nella sua parte di maggiore rilevanza è costituita da boschi di sclerofile con una fisionomia assai diversificata.
Il fulcro dell’area è costituito dalla valle del torrente Lato che scende, ombreggiato da Ontani di veneranda età, dal versante occidentale passando per Castelmaggiore gettandosi nel torrente Zambra, vi crescono inoltre abbondanti Felci e l’Alloro specie relitta del periodo terziario.
Nella parte settentrionale dell’area protetta la vegetazione è costituità soprattutto da cenosi (esemplari di specie diverse che condividono un determinato ambiente) a Castagni frammisti a Pini, Ornielli e Corbezzoli quest’ultimi con la tipica e contemporanea presenza dei frutti maturi e dei fiori in autunno-inverno. Nella parte meridionale l’area è invece caratterizzata da cenosi tipiche della macchia mediterranea, con cenosi a leccio, a cipresso e a sughera, vi sono inoltre zone caratterizzate dalla presenza del Pino Marittimo sotto ai quali troviamo rigogliosi arbusti di Eriche, Ginestre, Mirto e cespugli di Brugo.
Sono presenti inoltre circa 400 specie di macromiceti, e tra queste, di quelle inserite nell’elenco delle specie minacciate in Europa, si possono ricordare l’hygrocybe spadicea, il tricholoma acerbum, il phellodon niger, il cortinarius orellanus e l’omphalotus olearius.
Nell’area protetta vi sono varie sorgenti e nei loro dintorni troviamo vari esemplari di Felce florida e di altre piante legate alla presenza dell’acqua, motivo per il quale molti anfibi vivono nell’area, tra questi l’Ululone appenninico, la Rana dalmatina e il Tritone crestato italiano.
Nella valle del Lato si rilevano ancora il granchio e il gambero di fiume, ormai relegati in pochi corsi d’acqua non inquinati.
Tra le specie ittiche si segnalano l’anguilla e la trota fario sulla quale vi sono indagini per stabilire se di un ceppo autoctono.
Dal punto di vista faunistico l’area rappresenta un’importante zona di sosta per numerose specie avicole comprese nella direttiva europea “Habitat” e nella lista rossa toscana, quali il tottavilla, il passero solitario, il gheppio, l’assiolo ed l’upupa.
Tra i mammiferi oltre ai quasi omnipresenti istrici, volpi e cinghiali, le specie di maggior interesse sono rappresentate dalla famiglia dei myoxidi quali il quercino e il pipistrello nano.
Il comune di calci ha allestito un percorso didattico delle acque, con partenza dal parcheggio pubblico di Castelmaggiore, oltre ad un perfezionamento della segnaletica escursionistica visti anche i numerosi sentieri e le conseguenti possibilità di escursioni nell’area.

 

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