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                                   RIPAFRATTA
 

Ripafratta ha radici molto antiche e fin dall’origine costituiva la chiave di volta dell’intero sistema fortificato che presidiava il confine pisano-lucchese. La sua favorevole posizione, dall’alto del Colle Vergaio (dominante quindi sulla stretta gola scavata dal Serchio antistante), permetteva il controllo sui traffici fluviali e viari fra Lucca e Pisa. Nata come avamposto doganale per la sua posizione di confine tra le due potenze Lucchesi e Pisane, Ripafratta ha acquistato sempre una maggiore importanza strategica tanto da far sorgere la necessità di rafforzare la torre esistente (risalente al 970) trasformandola  così in una vera e propria Rocca castellana (1162-’64), detta di San Paolino, con un recinto a pianta poligonale irregolare (occupato al centro dal mastio quadrangolare) ed altre due torri adiacenti alle mura. Un’altra cerchia muraria concentrica proteggeva il piccolo nucleo abitato a ridosso del castello. Con l’avvento della polvere da sparo si rese necessario un altro intervento in cui fu intrapresa un’opera di completa ristrutturazione del castello, aggiornandolo alle nuove esigenze militari. Furono cimate le torri medievali e, su progetto sembra di Giuliano da Sangallo (con pareri di Leonardo), vennero avviate profonde modifiche strutturali, quali la costruzione di ampie scarpe addossate alle mura del recinto e di rivellini contrapposti (delegati alla difesa dell’unica porta d’accesso).

La Ripafratta di una volta...

A completamento del sistema difensivo che ha il suo fulcro nella Rocca, sorgono sui monti circostanti due torri di avvistamento: la Torre Centìno, e la Torre Niccolai, entrambe datate XIII sec. ed entrambe necessarie per sorvegliare un sentiero di scorciatoia e di aggiramento della Rocca, posto fra Cerasomma e Pugnano.
Lo stesso borgo, sviluppatosi intorno al XIII-XIV sec. come insediamento di sbarramento sulla strada pedemontana fra Lucca e Pisa, era dotato di strutture fortificate. Possedeva una cerchia muraria, interrotta da due torri-porta d’accesso, sovrastanti la strada principale nelle due direzioni. Di una non rimane traccia né testimonianza.

Visitatori alla Rocca

L’altra, la più importante, era la Torre del Fiume che controllava il Serchio verso Lucca ed assolveva il fondamentale compito di riscossione dei pedaggi. Conservatasi in discreto stato fino alla metà del Novecento, la torre-porta fu fatta saltare dai tedeschi nel 1944. Anche le fattezze della torre campanaria dell’attuale chiesa di San Bartolomeo richiamano inequivocabilmente la sua funzione militare in epoca medievale.

La Chiesa Pievania dedicata a San Bartolomeo Apostolo è stata edificata nel 1854-57 in sostituzione dell’antica pieve romanica, gravemente lesionata dal grande terremoto del 1846. La chiesa custodisce  oggi la statua lignea della “Madonna di Rupecava”, scolpita nel 1326 dal famoso scultore Andrea Pisano. La Madonna, e l’eremo da cui proviene, sono veneratissimi non solo in Ripafratta, ma in tutto il piano di Pisa e di Lucca. Lo si vede l’8 settembre quando a Rupecava, sita sui monti sovrastanti Ripafratta e ormai distrutta dalla stupidità dei vandali moderni, si celebra la “Festa dell’8 settembre”, meta di centinaia e centinaia di persone, ed occasione non solo di raccoglimento spirituale, ma anche di passeggiate all’aria aperta.
Negli ultimi anni, Ripafratta ha riscoperto le proprie origini storiche e le proprie tradizioni (grazie al Comitato cittadino ma anche al giornale territoriale “Voci dalla Rocca”), realizzando mostre e avviando la “Festa di Primavera” (penultimo o ultimo fine settimana di maggio) in cui, oltre a visite guidate alla Rocca e alle fortificazioni vicine, il paese si anima di spettacoli, esposizioni, mostre e degustazioni di prodotti tipici della zona.

 
  Per maggiori informazioni e notizie sul luogo visitate:  www.vocidallarocca.com o scrivete a info@vocidallarocca.com