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GUAMO, LAVORI NEI PRESSI DELL’ACQUEDOTTO NOTTOLINIANO

Chi dovesse percorrere l’autostrada A11 che dal mare di Viareggio porta a Firenze transitando a sud della splendida Lucca non potrà non notare lo scempio perpetuato, anni or sono, a danno dell’acquedotto monumentale “mutilato” nella porzione delle quattro corsie dell’autostrada per interesse pubblico.

L’acquedotto progettato dall’Architetto Lorenzo Nottolini su commissione di Maria Luisa di Borbone a partire dal 1823 constava di 459 arcate in mattoni e pietre e di tempietti a forma  di tempio dorico e  doveva dotare la popolazione di Lucca dell’acqua corrente raccordando la zona delle fonti di Guamo ai sobborghi di Lucca con u tratto retto di circa 4 Km.

Abbiamo appreso dalle cronache locali apparse su vari quotidiani e da alcune segnalazioni giunte al nostro portale che committenti privati hanno reso carrabile un sentiero sormontandone le condotte e costruito un guado-ponte di tubi prefabbricati e cemento armato su un ruscello a 100 ml dal tempietto d’origine, dalla chiesetta medioevale “ Pieve di S.Quirico”, da due “Immaginine” sacre, in una zona a vincolo paesaggistico e idrogeologico.

Quanti, passeggiando a piedi o in mountain-bike lungo il sentiero degli archi del Nottolini, superato il tempietto si incamminassero lungo le condotte interrate per recarsi nell’oasi naturalistica e artistica delle Parole d’Oro (cascate e ponti in pietra in uno sfondo boschivo dove si originano e si convogliano le fonti dell’acquedotto ) si troverebbero davanti un’Immaginina sbarrata da una cancellata in ferro ed al posto del sentiero una strada carrabile che come una ferita taglia i campi per condurre ad un ruscello dove non c’è più il grotteto dei due sassi che consentivano il guado ma un orribile ponte.

La vicenda ha avuto una notevole eco tanto da apparire in cronaca locale sui quotidiani in dicembre e gennaio e da riscontrare l’interessamento dell’associazione nazionale per la tutela delle opere d’arte “Italia Nostra” che si è pronunciata tramite il presidente della sezione di Lucca.

Ci chiediamo se sia possibile che simili opere e zone naturalistiche non siano tutelate correttamente dall’interesse privato e da quanti intervengano così pesantemente su ciò che appartiene al patrimonio collettivo.
 

 

 

Recentemente, in seguito allo straripamento del ruscello ed alla situazione di emergenza creatasi in seguito ad una piena, una parte del guado è stata rimossa per ripristinare il regolare deflusso delle acque: il Rio di Guamo ha così detto NO !

 

 

 

 

 

 

 

In data 9 febbraio gli elementi del guado sono stati rimossi e ripristinato l'attraversamento pedonale nel ruscello.
Rimane invariata la situazione della strada/sentiero.
Riteniamo fondamentale scongiurare nuovi interventi simili ( eventuale ponte ) tutelando quanto rappresenta patrimonio della collettività.
 

 

 

 

 

 

 

Di seguito elenchiamo alcune foto che descrivono lo stato dei luoghi prima e dopo gli inerventi.

-         Il guado consisteva in un grotteto di due sassi per l’attraversamento pedonale e con mezzi a traino animale in una zona priva di argini per consentire oltre al passaggio anche lo scorrivento delle acque da una via denominata “Fonda” perchè apportava le acque di deflusso dei campi e di un canale situato a monte.

Le due pietre originavano un dislivello da cui derivava una cascatella.

-         La strada “via Fonda” consisteva in un sentiero che anticamente aveva interesse pubblico in quanto congiungeva la via della Chiesa ( ora via Nuova) con la vecchia via Sottomonte ( ora via S.Quirico ). Prima dei lavori appariva come un sentiero che dall’Immaginina della Madonna situata in Loc.a Bibo ( a 100 m dal tempietto ) sormontava le condotte dell’Acquedotto, quindi superando un ciottolato di pietre degradava fino al ruscello tra la vegetazione (un canneto ed alcuni alberi ) con la doppia valenza di passo e canale per il deflusso delle acque.

Note: I quotidiani riportavano anche aspetti di legittimità sui quali il sito non entra in merito avendo solo finalità di cronaca dello stato dei luoghi.

 

Allegati Fotografici

 
 

(1) Il Guado visto dal greto del ruscello.
Ben visibili gli elementi disposti diagonalmente a scalinata e la soletta di cemento armato

 

   

(2)Come era il grotteto dei due sassi che consentivano l’attraversamento e originavano una cascatella

 

   

(3) Il guado disposto diagonalmente
L’opera incerta delle pietre locali e porfido L’argine non consolidato
Sullo sfondo il lavatoio
Dietro, non visibile a 50metri la Pieve di S.Quirico
A destra la via delle Cave, unico accesso
Alla loc.Parole D’Oro situata a 1Km circa

 

 

   

(4) L’argine come appariva prima del Riporto in materiale stabilizzato

 

   

(5) Il sentiero naturalistico in prossimità del canneto e del castagno
   

(6) Lo stesso tratto dopo l’intervento, privato della vegetazione e delle naturali  pendenze
   

(7) Le condotte viste dal lato del tempietto ( situato 100 metri più indietro ) nel punto in cui sono sormontate
   

(8) L’altra strada percorribile ( oltre a via delle Cave )
Affianca le condotte senza sormontarle
Sullo sfondo gli archi dell’Acquedotto
 

   

(9) L’immaginina di loc.Bibo
In prossimità dei 4 cancelli
Uno dei quali a ridosso di essa e bloccato dal rialzo del materiale di riporto

   

(10) L’immaginina in loc. Bibo
Che potremmo ora definire
“Madonnina dello svincolo paesaggistico”
visto il triste spettacolo che da dietro le sbarre deve vedere e la locazione in prossimità dell’incrocio dei 4 cancelli