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Clicca sulla
seguente immagine, si aprira un dettaglio della carta,che potrai utilizzare per andare a spasso per la valle delle
fonti.
Queste sono riproduzioni dei pannelli messi in loco dal
Comune di San Giuliano Terme. |
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Innanzi tutto
arrivati ad Asciano saliamo fino alla chiesa, quindi svoltiamo
sulla destra e sequiamo via Barachini fino alla sua fine, in
caso di dubbi, possiamo eventualmente chiedere del "Cisternone".
Per Arrivare a Mirteto non ci sono molte difficoltà, anzi il
sentiero è breve e soprattutto all'inizio passa nella parte
bassa della cosiddetta "Valle
delle Fonti"(sentiero 4) dove troviamo aree di sosta attrezzate e
possiamo vedere l'antico sistema di raccolta delle acque per l'Acquedotto
Mediceo.
Il "Cisternone" è l'elemento di maggiore rilievo architettonico,
costituito in facciata da un timpano triangolare e lesene
laterali. Questo aveva la funzione di stoccaggio delle acque da
utilizzare in caso di intorbidamento per eventi meteorici di
notevole intensità. Da qui, una galleria sotterranea adduceva
l'acqua fino al bottino di San Rocco, in pianura, proseguendo su
arcate a tutto sesto fino alle fonti pubbliche a Pisa.
Nella valle delle fonti esistono una
serie di bottini di raccolta delle sorgenti, che convogliano le acque al
bottino principale (S.Rocco). |
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La sua costruzione fu
affidata all’architetto Raffaello Zanobi di Pagno, che iniziò le
fondazioni dei pilastri delle arcate tra il 1588 e il 1592; poiché nel
1594 questi si ammalò, la direzione del cantiere fu affidata all’ingegner
Andrea Sandrini che portò a conclusione l’opera nel 1613.
Per finanziare la
costruzione dell’acquedotto furono utilizzati i proventi della tassa sul
sale e i ricavi della vendita dei pini, durante i lavori; l’acquedotto
ebbe lo scopo di portare l’acqua sorgiva caduta sui Monti Pisani alle
fontanelle cittadine per oltre tre secoli. |
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Oltrepassati vari
"Bottini di raccolta idrica" troviamo un ponticello dove vi è un
pannello esaustivo sui percorsi della valle e per quanto ci
riguarda, tra i due sentieri
che possiamo scegliere per arrivare a Mirteto, noi scegliamo a
sinistra e quindi attraversiamo il ponticello. Uno è il 6 fino
all'intersezione con il 7, di qui seguiamo quest'ultimo fino a
M.. L'altro è continuando per il 4 fino ad incrociare il 2.
D'ora in poi seguiamo i segni di sentiero C.A.I. (due pennellate di
colore bianco e rosso) e iniziamo a salire, dopo una mezz'ora
iniziamo a vedere gli alberi da frutto, relitti delle coltivazioni
dei passati abitanti, di qui a poco arriveremo a poter vedere la
visuale qua sotto, e siamo arrivati a mirteto o di quel che ne
rimane... |
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L'area protetta
presenta un notevole interesse sotto il profilo storico. Il
monastero di S. Maria di Mirteto risalente all'anno 1000 e
successivamente sviluppatosi in un insediamento più ampio,
abitato fino agli anni 50, pur trovandosi attualmente in uno
stato di forte degrado, rimane ancora oggi meta di un continuo
escursionismo interessato.
L'antropizzazione del monte si sviluppò successivamente, e a
partire dal 1600 sono rilevanti gli aspetti produttivi
determinati dalla coltivazione del castagno da frutto che ha
modellato i versanti della vallata con la costruzione dei
caratteristici "muri a lunetta" e la creazione di
terrapieni ancora oggi presenti. Con l'abbandono dell'area in
epoca post bellica, al castagno si sostituisce una vegetazione
di successione secondaria (latifoglie) che soffoca quasi
completamente gli esemplari rimasti. Solo nel vallone culminale,
il castagneto presenta ancora il carattere di monospecificità.
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Sempre intorno al
1600 cospicui interventi di sfruttamento della risorse idriche
vennero realizzati all'interno del programma di approvvigionamento
idrico della città di Pisa sotto la guida di Ferdinando I e Cosimo De' Medici, le opere di regimazione del
torrente risultano di notevole interesse dal punto di vista
idraulico con le numerose serre e i bottinelli "di troppo
pieno" con funzione di riduzione della pressione nella
tubazione.
Numerosi lungo la valle sono i bottinelli di raccolta delle
acque e le fonti di pubblico utilizzo.
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Escursionista mediamente allenato
Tempo di salita: 30-40 min. circa
Tempo di discesa: 20 minuti |
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Dove si Trova |
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